I servizi e le interviste
di Moebius


Conferenza mondiale di giornalismo scientifico 2011


 
 

Sala principale delle conferenze. Doha, Quatar

 
 

a cura di Chiara Albicocco

Una giornalista finlandese depressa per l'assenza del sole nel proprio paese per sei mesi all'anno, un medico bengalese direttore di una clinica che combatte l'infertilità, un blogger americano che guadagna miliardi di dollari vendendo i suoi post scientifici, una giornalista radiofonica sudafricana che ha inventato lo 'youtube' per i file audio, un chimico egiziano premio Nobel che racconta la sua primavera araba. Questi sono alcuni dei personaggi che capitava di incontrare tra i corridori di vetro e marmo dei centri universitari americani a Doha. E' lì che si è tenuta la Settima Conferenza Mondiale dei Giornalisti di Scienza 2011 (World Conference of Science Journalists-WCSJ). Originariamente il meeting doveva essere al Cairo, in Egitto, ma dopo la rivoluzione di piazza Tahrir, gli organizzatori si sono spesi per riorganizzare tutto daccapo in un altro paese arabo e la scelta è ricaduta su Doha e sull'appoggio cospicuo della Quatar Foundation, l'organizzazione no profit fondata e guidata dalla moglie dell'Emiro del Quatar, la sheikha Mozah bint Nasser Al Missned.
Durante gli incontri si è parlato della difficoltà di comunicare temi delicati come la ricerca sul cancro e l'HIV; si è dibattuto di bioetica in paesi dove la religione ha un ruolo chiave nella politica e nella società; si è riso raccontando degli IgNobel e di come si possa fare scienza in maniera 'leggera' e divertente; ci si è commossi per le testimonianze dei colleghi egiziani e tunisini che hanno raccontato i nuovi mezzi della rivoluzione: i social network.
"Tutta la comunicazione, tutta la comunicazione dei giovani di Piazza Tahrir è stata fatta con gli sms, facebook e social network del genere. Probabilmente la mia generazione avrebbe usato le pietre e le pistole..." queste sono le parole del panel di apertura dell'egiziano Ahmed Hassan Zewail, vincitore del premio Nobel per la chimica nel 1999 e consulente della Casa Bianca per le Scienze e le Tecnologie.
Moebius è stato a Doha e ora, in compagnia di due colleghi Daniela Ovadia e Giovanni Spataro, vi racconta come è andata!

Ascolta il servizio!

Scarica il file audio in mp3

 


La delegazione italiana: da sinistra Chiara Albicocco, Nicla Panciera, Valentina Murelli, Maria Amelia Beltramini, Daniela Ovadia, Fabio Turone, Giovanni Spataro e Chiara Palmerini

12.07.11

 

 

 

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