a cura di Mariachiara Albicocco e Federico
Pedrocchi
Purtroppo è successo... se ne sono
strappati due durante alcune gare di nuoto, ma i nuovi costumi
olimpionici (Power
Skin R-Evolution Arena) per il nuoto sono davvero una
rivoluzione tecnologica. Permettono agli atleti che li indossano
di migliorare le loro prestazioni. Vi ricordiamo alcuni
azzurri che li utilizzano: la campionessa Federica Pellegrini,
Massimiliano Rosolino e Filippo Magnini (nella
foto in alto).
Non scherziamo se diciamo che i test dimostrano che questi
veri e propri gioielli tecnologici consentono di mantenere
il massimo della velocità per il 24% del tempo
in più durante la gara, che tradotto in soldoni
significa un vantaggio di 54 centesimi di secondo in una
gara di 50 mt stile libero.
Ascolta l'intervista a Roberto Tiburzi,
direttore design&development department Arena Italia
Il nemico numero uno di questi costumi è
l'attrito e, pertanto, le cuciture. Infatti questi modelli
sono stati progettati come un unico pezzo di tessuto privo
di cuciture. Possiedono solo una chiusura lampo extra-slim,
ultra sottile e resistente allacqua.
Questi costumi sono prodotti con un materiale ultra-liscio,
ma soprattutto sottilissimo e leggero, solo 99 g/mq.
Lo studio di questi gioielli tecnologici è stato
affidato a due istituti scientifici più importanti
a livello mondiale nel campo della dinamica e della
biomeccanica: lUniversità di Reims,
Champagne Ardenne (URCA France) e il MOX
del Politecnico di Milano.
Un team di scienziati guidati dal professor Redha
Taiar - uno fra i più importanti scienziati
nel campo della biomeccanica dei movimenti umani, nonché
un passato da nuotatore professionista - ha testato
la validità scientifica del materiale e le soluzioni
tecnologiche adottate sul nuovo costume.
Il team ha anche organizzato un test in acqua presso
il Water Tank dellUniversità di Liegi e
presso il Flume, struttura dellHigh Performance
Olympic Centre di Berlino. Le due strutture possiedono
le più avanzate metodologie disponibili per misurare
la resistenza allacqua e la velocità di
un corpo in essa.
Un team altamente qualificato di scienziati coordinati
dal professor Alfio Quarteroni, direttore del
MOX, ha sviluppato i modelli matematici e le simulazioni
necessarie a determinare scientificamente il volume
dello scorrere delle molecole dellacqua intorno
al corpo del nuotatore, così da quantificare
la riduzione dellattrito e laumento della
velocità determinata dal nuovo costume.
Alfio Quarteroni, docente di Analisi Numerica presso
il Politecnico di Milano e allEcole Polytechnique
Federale di Losanna (EPFL), ha diretto numerosi progetti
di ricerca in Europa, ed è stato responsabile
per la simulazione fluido-dinamica di Alinghi, il vincitore
dellAmericas Cup nel 2003 e nel 2007.
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