Anche le scimmie hanno scoperto i metodi anti-stress
In particolare i cebi
dai cornetti di cui abbiamo parlato spesso qui a
Moebius perché c'è un gruppo italiano
che li studia a fondo presso l'Istituto di scienze e
tecnologie della cognizione del CNR. I cebi sono scimmiette
sudamericane di piccole dimensioni, grosse circa come
un gatto. Di loro abbiamo detto che sono abili
negli affari e sono altrettanto capaci
ad utilizzare gli strumenti adatti per ottenere il cibo.
Sono scimmiette molto sveglie.
Protagoniste del gossip scientifico di questa estate...
hanno dimostrato questa volta di attenuare l'ansia attraverso
il grooming, lo spulciamento. Per dirla
in maniera più raffinata: i cebi per alleviare
la tensione si strigliano il pelo, si liberano a vicenda
dai parassiti.
Sentiamo dalle parole della ricercatrice che ha studiato
e osservato questa strategia cosa rappresenti il grooming
per i cebi dai cornetti.
Ascolta l'intervista a Eugenia Polizzi
di Sorrentino
La ricerca Aggressioni o possibili conflitti si controllano
e prevengono con il grooming. E' la strategia adottata
dai cebi dai cornetti per diminuire la tensione all'interno
del gruppo. La ricerca, frutto di una collaborazione
tra Istc-Cnr e università di Liverpool, è
pubblicata su Animal Behaviour
Grooming - Foto di Brandon Wheeler
La vita di gruppo rappresenta per molti animali la
possibilità di ottenere benefici preziosi, come
ridurre il rischio di predazione e aumentare la sopravvivenza
della prole, ma comporta anche costi quali un aumento
della competizione, che potrebbe generare aggressività
e violenza all'interno della comunità. Sebbene
molti studi abbiano affrontato il problema di come gli
animali compensano gli effetti delle aggressioni, molto
più difficile è comprendere se e come
essi prevengono gli eventuali attacchi e le situazioni
di ansia e stress che ne derivano.
Uno studio sui cebi dai cornetti, un gruppo di scimmie
sudamericane, condotto di recente presso l'Unità
di primatologia dell'Istituto di scienze e tecnologie
della cognizione (Istc) del Consiglio nazionale delle
ricerche di Roma, coordinata da Elisabetta Visalberghi,
ha affrontato questo problema dimostrando la capacità
dei cebi di adottare strategie tese a evitare situazioni
conflittuali.
I cebi affrontavano l'imminente arrivo del pasto, distribuito
ogni giorno alla stessa ora, aumentando significativamente
il tasso di grooming (lo strigliamento
del pelo), un comportamento che per molte scimmie, cebi
inclusi, ha una valenza sociale fondamentale. E' quanto
ha osservato Eugenia Polizzi di Sorrentino, dottoranda
Istc-Cnr e autrice dello studio pubblicato su Animal
Behaviour assieme a Gabriele Schino, associato Istc-Cnr
e Filippo Aureli, della Liverpool John Moores University.
Il grooming utilizzato come strumento di prevenzione
del conflitto era finora osservato quasi esclusivamente
nelle scimmie antropomorfe e si supponeva fosse legato
ad una ipotetica capacità di pianificazione di
eventi futuri. Poiché i cebi non hanno presumibilmente
capacità cognitive così avanzate, lo studio
indica come non sia necessario ricondurre meccanismi
di prevenzione del conflitto a strategie così
raffinate.
Nonostante l'efficacia del grooming nel diminuire
il rischio di future aggressioni, i cebi non selezionavano
gli individui più appropriati da strigliare come,
ad esempio, quelli più aggressivi. Siamo probabilmente
di fronte ad un effetto da 'notte prima degli esami'
dove i cebi sembrano reagire all'ansia un pò
come gli studenti prima di una prova difficile.
In effetti, la capacità di gestire situazioni
conflittuali è importante per qualunque animale
che viva in gruppo, non solo per le scimmie. Un esempio
di grooming antistress per l'uomo, potrebbe essere
considerato il 'chiacchiericcio' in ascensore sul tempo
o sull'ultima puntata della fiction di turno o ancora
una banale e tranquilla conversazione tra docente e
studente, che potrà però stemperare l'ansia
e la preoccupazione che precede un esame. Questo studio
permette di corroborare il valore adattativo che strategie
di questo genere hanno per la vita di molte specie,
limitando i rischi imposti dalla competizione e promuovendo
così i benefici associati alla vita di gruppo.