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a cura di Mariachiara Albicocco
Produrre energia elettrica dall'uva, è possibile!
Lo fa un'azienda italiana, per la precisione una distilleria
che ha realizzato una centrale a biomassa a Faenza,
lo stabilimento è indipendente al 100% per quanto
riguarda la produzione di energia elettrica. Produce elettricità
e vapore dagli scarti di lavorazione dei vitigni, dalle
vinacce ma anche dai residui delle potature della vite.
E' un bell'esempio di efficienza e rispetto dell'ambiente,
per questo abbiamo deciso di farci raccontare questa esperienza
positiva direttamente al direttore di Produzione della Caviro,
Giovanni Marani.
Ascolta l'intervista a G. Marani
Caviro già dal periodo immediatamente seguente alla
crisi energetica degli anni 70 ha avviato, presso
il sito di Faenza, la realizzazione di una centrale di produzione
di energia che utilizza come combustibile biomasse derivanti
dalla lavorazione dei
sottoprodotti agroindustriali (vinacce e scarti di lavorazione
delle potature), oltre al biogas generato dalla depurazione
dei reflui delle stesse attività. La centrale oggi
in funzione, consente così di ottenere il 100% del
vapore e il 60% dell'energia elettrica necessari annualmente
al funzionamento degli impianti. Inoltre dal biogas prodotto
dalla depurazione dei reflui, mediante l'utilizzo di motogeneratori
si ottiene il restante 40% dell'energia elettrica necessaria
alla completa autonomia energetica della distilleria, con
punte di energia elettrica che possono essere cedute alla
rete pubblica. In queste condizioni e per effetto della
co-generazione, e della generazione diretta, dal bilancio
energetico attuale della distilleria, si evita linvio
in atmosfera di 23.000 tonnellate/anno CO2
derivanti da combustibili fossili, corrispondente a circa
il 64% della CO2 totale emessa dall'azienda.
QUI trovate una presentazione che illusta l'attività
di produzione di energia da biomasse.
22.03.08
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