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I colori a olio di Bamiyan
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a cura di Margherita Fronte
Tristemente noto per le due grandi statue di Buddha scolpite
nella roccia e distrutte dai Telabani del 2001, il sito
archeologico di Bamiyan, nell'Afghanistan centrale,
custodisce anche un altro capolavoro. Infatti, le viscere
delle stesse montagne che accoglievano le due statue ospitano
anche decine di caverne, affrescate fra il V e il IX secolo
probabilmente da artisti che transitavano da qui, percorrendo
l'antica Via della Seta.
Queste pitture sono state protagoniste di una scoperta inaspettata,
frutto di una collaborazione fra gli archeologi del National
Research Institute for Cultural Properties in Tokyo e
i fisici dello European Synchrotron Radiation Facility
(ESRF)
di Grenoble (Francia).
Analizzando frammenti piccolissimi degli affreschi,
raccolti a Bamiyan
e trasportati a Grenoble, si è infatti scoperto che
chi dipinse quelle caverne conosceva già la tecnica
dei colori a olio, ritenuta finora un'invenzione europea
del XV secolo.
La preziosità delle pitture, unita alla presenza
nella stessa zona di numerosi templi e delle due statue
distrutte, testimonia che la regione di Bamiyan era un centro
importante per la religione buddista.
Ascolta
l'intervista a Marine Cotte, ricercatrice dell'ESRF
Leggi
la notizia dell'ESRF
QUI
trovate alcune foto che ritraggono gli affreschi e
il lavoro dei ricercatori
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