Il titolo è volutamente errato, ma neanche tanto.
In questo servizio di Moebius vi segnaliamo un fatto
singolare. Nei pianori deserti cileni, collocati fra
i 3000 e i 5000 metri di altezza, e in altre zone andine,
si trovano le installazioni dell'Eso, European Southern
Observatory. Ne parliamo spesso in queste pagine. Con
queste macchine si stanno facendo, e soprattutto si
faranno nei prossimi anni, le più profonde -
possiamo così definirle - osservazioni dell'universo.
Sistemi sofisticati in grado di indagare pianeti e galassie
con un livello di precisione e definizione mai raggiunti
in precedenza.
Intorno a una di queste installazioni, quella di La
Silla - siamo a 2500 metri di altezza - ci sono però
anche "vecchi" telescopi, vecchi di qualche
secolo. Spieghiamoci. Le civiltà andine di
1500 anni fa osservavano il cielo. Con gli occhi,
come si è fatto per molto tempo, fino a quando
un signore di nome Galileo Galilei di occhio ne strizzò
uno per tenere l'altro aperto vicino al primo cannocchiale.
Nelle evolute civiltà arabe succedutesi dall'800
al 1700 in una vasta area geografica, dal Mediterraneo
all'India, si inventarono e costruirono degli osservatori
astronomici costituiti da costruzioni con forme strane
e affascinanti, la cui funzione, tuttavia, era quella
di fornire dei riferimenti all'occhio dell'astronomo
per misurare, per esempio, le variazioni di posizione
di stelle e pianeti.
Tutto ciò per dire che l'unico telescopio che
per secoli e secoli è stato utilizzato è
quello dell'occhio umano. Su queste pietre, che sono
oggetto di studi appena iniziati, è probabile
che vi siano le tracce delle antiche osservazioni,
insieme a molte altre raffigurazioni, come si ricava
dalla Foto 1, nella quale è raffigurato
uno strano personaggio. Strano per noi, ovviamente,
perché potrebbe trattarsi di uno sciamano o di
un sacerdote. Gli studi ce lo diranno.
Clicca sulle foto per ingrandirle!
Foto 1
In seguito alle prime analisi, tuttavia, gli studiosi
tendono a interpretare come "astronomiche"
alcuni graffiti.
Nella Foto 2 ci sarebbe una raffigurazione della
Luna; nella Foto 3 appare il Sole.
Foto 2
Foto 3
Nella Foto 4 ci si spinge a intravedere una
possibile Via Lattea. Naturalmente queste interpretazioni
nascono dal confronto con altre incisioni rupestri,
sul cui significato si hanno maggiori certezze, e che
presentano analogie.