Cosa c'entra il grande acceleratore di particelle LHC
di Ginevra con un quadro di Leonardo? Molto, perchè
anche se LHC è dedicato alla scienza di base,
opportuni acceleratori di particelle possono essere
utilizzati per studiare le opere d'arte, ad esempio
per datarle, o per scoprire i materiali di cui sono
fatte e per ottenere altre informazioni utili al restauro.
E il tutto assolutamente senza danneggiarle o prelevandone
solo parti minuscole, niente a che fare con i grossi
sacrifici richiesti dalle tradizionali tecniche di datazione
con il carbonio14. Ne parliamo con Pier Andrea Mandò,
direttore del Laboratorio di Tecniche Nucleari per i
Beni Culturali creato in collaborazione dall'Università
di Firenze e dall'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.
La matematica in cucina
In scena al Teatro di Verdura in via Senato a Milano "La matematica in
cucina".
Il dilemma del prigioniero
In scena al Teatro Arsenale il dramma di Riccardo Mini. Intervista con la
protagonista e direttrice del progetto "Scienza in Teatro"