Utilizzando un sistema di rilevamento a ultrasuoni,
sistema dal quale si possono ricavare delle immagini
interne al corpo umano - quindi una ecografia sofisticata
- e accoppiando a questo dispositivo un'altra apparecchiatura
in grado di misurare quanto vuoto si può creare
in una bocca quando questa è impegnata nell'aspirare
un liquido, un gruppo di ricerca ha studiato il meccanismo
della poppata, ovvero cosa avviene nell'allattamento.
Lo studio è stato coordinato da Donna Geddes
dell'Università dell'Australia Occidentale, a
Crawley.
Su questa attività umana le idee non erano ancora
molto chiare, e del tema se ne è parlato in un
recente convegno tenutosi a Venezia. Fin ad ora le ricerche
sulla meccanica della poppata si erano sempre concentrate
sull'allattamento artificiale o su vecchi raggi X di
scarsa qualità.
Cosa fa il bambino o la bambina? Succhia, come quando
noi, con la cannuccia ci beviamo una aranciata dalla
lattina, oppure comprime il capezzolo, generando così
una pressione come si fa con una confezione in plastica
di uno shampoo o del dentrificio?
Ecco scusate gli esempi fuori contesto, ma era per rendere
l'idea...
Con le apparecchiature utilizzate - progettate in modo
da non arrecare danni alle madri e ai lattanti (al plurale,
perché ne è stato esaminato un certo numero)
si è visto che la creazione del vuoto nella bocca
dei bambini è il meccanismo di base dell'allattamento.
La ricerca ha dimostrato che il capezzolo si posiziona
sempre nella stessa parte della bocca, a circa 6 mm
tra il palato molle e palato duro, creando così
uno spazio in cui latte può defluire. E
inoltre emerso che, anche se possono esistere seni e
capezzoli di dimensioni e di forme differenti, la posizione
allinterno della bocca del lattante è sempre
la stessa. Quando la lingua del bebè è
abbassata si crea il vuoto; nel momento in cui il latte
sta venendo fuori dal petto, non si ha alcuna compressione
del capezzolo, quindi non si ha l'effetto 'mungitura'.
Il campione esaminato, di madri e di bambini, è
stato scelto con l'intenzione di verificare una serie
di problemi che si manifestano nell'allattamento. Per
esempio: si è visto che i bambini che fanno fatica
a succhiarsi il latte presentano delle difficoltà
nel produrre il vuoto nella loro bocca. Ci sono piccoli
che presentano il cosiddetto palato molle, una anomalia
che si manifesta in quel ritardo di sviluppo che si
ha, per esempio, nelle nascite premature. In questo
caso c'è un deficit meccanico che rende meno
efficiente la creazione del vuoto.
Si ritiene giustamente che questa comprensione del meccanismo
della poppata sia importante per due aspetti. Il primo
è che la conoscenza sarà utile per pensare
a delle tecniche per addestrare i piccoli che succhiano
debolmente. Il secondo aspetto è anche nel confortare
le madri le quali, comprensibilmente, tendono a colpevolizzarsi
se un allattamento è probematico. Infine, il
dato scoperto rende conto anche di un altro problema
frequente. Non poche mamme si ritovano con un allattamento
che è doloroso. Anche in questo caso si è
scoperto che all'origine ci sono bambini dotati di una
grande efficienza nel creare il vuoto; lo studio può
aiutare a trovare delle soluzioni.
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