|
a cura di Mariachiara Albicocco
L'argomento è sulla bocca di tutti i veneziani e
non solo... Ci sono delle alghe brune, che raggiungono
anche il metro di lunghezza, che stanno infestando le acqua
della laguna di Venezia. Arrivano dal mare dei Sargassi
e sono, per così dire italiane, già da una
quindicina d'anni, ma con il passare del tempo si sono moltiplicate
e ora sono davvero diffusissime. Cerchiamo di capire come
hanno raggiunto le coste italiane e soprattutto quali sono
i danni che possono provocare queste specie straniere che
sottraggono spazio a quelle locali. Ci saranno anche dei
vantaggi? Lo chiediamo a LUCA MIZZAN, Biologo
marino presso il museo civico di Storia Naturale di Venezia.
Ascolta l'intervista a L. Mizzan
Si tratta essenzialmente di due specie: Sargassum
muticum e Undaria
pinnatifida che all'occhio poco esperto possono
essere confuse. Il Sargassum si distingue per le
cisti sferiche che garantiscono il galleggiamento delle
sue fronde lunghe più di un metro, ma si presenta
spesso in associazione con la Pinnatifida per formare
delle vere e proprie cinture attorno ai pali d'ormeggio
e alle rive. Sono specie alloctone che hanno origini giapponesi
e occupano i substrati e gli spazi che prima erano di specie
autoctone. Questo crea una grave minaccia per la biodiversità
locale.
Sono giunte sulle nostre coste attorno al 1992 in Laguna
di Venezia, nella zona attorno alla città di Chioggia,
da cui si sono poi diffuse rapidamente in tutta la laguna.
Non sembrano avere consumatori locali, ma appaiono molto
competitive e spiazzanti nei confronti delle specie locali.
Oltre ad essere percolose per l'ambiente, sono anche temute
dalle imbarcazioni del canale. E' ovvio che un ammasso di
qualche kg di peso che galleggia a pelo d'acqua è
un ostacolo piuttosto imponente per le eliche e i motori
di traghetti e vaporetti. Ma c'è qualcuno che non
le disdegna affatto... nei paesi orientali l'Undaria
è un'apprezzatissima pietanza.
Potrebbe essere la soluzione del problema?!
Siete curiosi di vederle.
Eccole!
17.05.08
|