Ken Buesseler, ricercatore di chimica marina e geochimica
all'Istituto
Oceanografico Woods Hole, sta lavorando su un metodo
piuttosto originale e controverso per rimuovere l'anidride
carbonica dall'atmosfera, intrappolandola nel fondo degli
oceani. L'idea e' di trasformare gli oceani in enormi
spugne fertilizzandoli con il ferro.
Infatti il ferro e' un nutriente che stimola la crescita
di alghe microscopiche.
Le alghe, come le piante sulla terra, rimuovono l'anidride
carbonica mediante la fotosintesi. Quando poi le alghe muoiono
o sono mangiate, una frazione della materia organica che
ha intrappolato l'anidride carbonica affonda in profondita',
sottoforma di cellule morte e feci. E cosi' il 10-50% dell'anidride
carbonica rimossa dall'atmosfera e catturata in superficie
rimane 'incarcerata' sul fondo dell'oceano.
L'uomo deve solo rilasciare il ferro per esempio in una
soluzione di solfato di ferro o polveri. e la natura fa
il resto.
Certamente l'immagine di navi cisterna che immettono ferro
nell'oceano e' un po' spaventosa... ma sentiamo cosa ci
racconta il ricercatore che ha ideato questo sistema.
Sboninatura dell'intervista: D: Ma quanto ferro bisognerebbe effettivamente rilasciare?
Ken Buesseler: dunque, una ragione per cui questo metodo
e' preso in considerazione e' il fatto che la quantita'
di ferro da immettere nell'oceano e' relativamente piccola.
Ci sono alcune parti dell'oceano in cui questo metodo e'
piu' effettivo, per esempio nel Sud dell'Antarico. Li' una
piccola quantita' di ferro, diciamo un kg di ferro, puo'
sottrarre qualcosa come centomila chili di anidride carbonica.
E' un'ottima proporzione, e visto che non dobbiamo aggiungere
energia prodotta da carburanti fossili in nessuna fase della
fertilizzazione, ci basta una piccola quantita' di un elemento
naturale, il ferro, per stimolare la crescita in quelle
regioni.
D: possiamo pensarlo come a una riforestazione marina? Ken Buesseler: si' .., pero' mi piace fare l'analogia
che...
non sappiamo ancora bene se stiamo facendo crescere delle
sequoie, che sono longeve, o dell'erba, che dura solo un'inverno.
Ovvero non sappiamo se stiamo ottenendo uno stoccaggio di
carbonio a lunghissimo termine o una cattura a breve termine.
Infatti quando le alghe muoiono, proprio come l'erba del
giardino, si decompongono e il carbonio ritorna nell'atmosfera.
La comunita' scientifica sta cercando di capire se la fertilizzazione
dell'oceano e' piu' come piantare una foresta o far crescere
il prato del campo da football, da calcio..in termini del
ciclo globale del carbonio la direzione nella quale si muove
sistema fa una grande differenza.
D: quindi ci sono molte incognite ancora?
Ken Buesseler: si' e ci due categorie di incognite: la prima
riguarda questa efficenza - quanto sarebbe efficace rimuovere
la co2 dall'atmsofera intrappolandola nella profondita'
oceaniche; la seconda riguarda le conseguenza ambientali
- l'impatto che abbiamo...facendo cio' si cambia l'oceano.
D: state facendo degli esperimenti per capire quali
sono gli effetti collaterali e l'efficacia di questo metodo?
Ken Buesseler: e' interessante. Ci sono stati 12 grandi
esperimenti internazionali negli ultimi 10 anni: siamo andati
negli oceani, abbiamo aggiunto ferro ed abbiamo cercato
di capire che effetto ha. Questi esperimenti erano davvero
focalizzati su cosa accade a breve termine, diciamo nel
giro di 2, 3 settimane.. e nella parte alta dell'oceano.
Non abbiamo guardato all'impatto della fertilizzazione su
tempi piu' lunghi e a larga scala, che e' quello che si
farebbe commercialmente. Inoltre non abbiamo guardato molto
al di sotto della superficie. Dobbiamo ancora cercare queste
conseguenze ..piu' ampie, E tutto questo diventa piu'importante
se si cerca di commercializzare questo metodo e di muoversi
verso dei progetti di geoingegneria.
D: E ci sono persone interessate a questi progetti,
alla comercializzazione?
Ken Buesseler: proprio ora sono nate delle aziende che stanno
cercando di raccogliere le risorse per condurre piu' esperimenti
e per ottenere il sostegno politico e sistemare le leggi
ed i regolamenti in modo da poter vendere questi crediti
sul mercato del carbonio.
D: oltre al punto di vista scientifico la fertilizzazione
dell'oceano apre una serie questioni a livello etico e di
politica e legge internazionale...
Ken Buesseler: si' e' proprio cosi' , bisogna decidere chi
puo' usare l'oceano e come. Bisogna capire, nel caso di
conseguenze negative, chi pagherebbe per ripulire l'oceano
e contrastare gli impatti negativi.
D: quindi questa polvere di ferro a che distanza della
costa verrebbe rilasciata?
Ken Buesseler: la maggior parte a molte migliaia di chilometri
dalle regioni costiere. Le regioni costiere tendono ad avere
di per se' un'alta concentrazione di ferro dovuta alla sedimentazione
dei fiumi. Quindi tipicamente si procede lontano dalla terra
e lontano da aree utilizzate normalmente, per esempio, per
pescare.
D: quindi in territorio internazionale comunque?
Ken Buesseler: si', molti di essi sono in acque internazionali,
non tutti ma molti.
Per chi fosse interessato ad approfondire c'e' la rivista
on-line Oceanus, che e' edita dall'istituto oceanografico
Woods Hole, in cui potete trovare tutti i dettagli.