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Ferro + alghe = riduzione CO2


 
   
 

a cura di Paola Rebusco

Ken Buesseler, ricercatore di chimica marina e geochimica all'Istituto Oceanografico Woods Hole, sta lavorando su un metodo piuttosto originale e controverso per rimuovere l'anidride carbonica dall'atmosfera, intrappolandola nel fondo degli oceani. L'idea e' di trasformare gli oceani in enormi spugne fertilizzandoli con il ferro.
Infatti il ferro e' un nutriente che stimola la crescita di alghe microscopiche.
Le alghe, come le piante sulla terra, rimuovono l'anidride carbonica mediante la fotosintesi. Quando poi le alghe muoiono o sono mangiate, una frazione della materia organica che ha intrappolato l'anidride carbonica affonda in profondita', sottoforma di cellule morte e feci. E cosi' il 10-50% dell'anidride carbonica rimossa dall'atmosfera e catturata in superficie rimane 'incarcerata' sul fondo dell'oceano.
L'uomo deve solo rilasciare il ferro per esempio in una soluzione di solfato di ferro o polveri. e la natura fa il resto.
Certamente l'immagine di navi cisterna che immettono ferro nell'oceano e' un po' spaventosa... ma sentiamo cosa ci racconta il ricercatore che ha ideato questo sistema.

Ascolta l'intervista a Ken Buesseler


Scarica il file audio in mp3


Sboninatura dell'intervista:
D: Ma quanto ferro bisognerebbe effettivamente rilasciare?
Ken Buesseler: dunque, una ragione per cui questo metodo e' preso in considerazione e' il fatto che la quantita' di ferro da immettere nell'oceano e' relativamente piccola. Ci sono alcune parti dell'oceano in cui questo metodo e' piu' effettivo, per esempio nel Sud dell'Antarico. Li' una piccola quantita' di ferro, diciamo un kg di ferro, puo' sottrarre qualcosa come centomila chili di anidride carbonica. E' un'ottima proporzione, e visto che non dobbiamo aggiungere energia prodotta da carburanti fossili in nessuna fase della fertilizzazione, ci basta una piccola quantita' di un elemento naturale, il ferro, per stimolare la crescita in quelle regioni.

D: possiamo pensarlo come a una riforestazione marina?
Ken Buesseler: si' .., pero' mi piace fare l'analogia che...
non sappiamo ancora bene se stiamo facendo crescere delle sequoie, che sono longeve, o dell'erba, che dura solo un'inverno.
Ovvero non sappiamo se stiamo ottenendo uno stoccaggio di carbonio a lunghissimo termine o una cattura a breve termine.
Infatti quando le alghe muoiono, proprio come l'erba del giardino, si decompongono e il carbonio ritorna nell'atmosfera.
La comunita' scientifica sta cercando di capire se la fertilizzazione dell'oceano e' piu' come piantare una foresta o far crescere il prato del campo da football, da calcio..in termini del ciclo globale del carbonio la direzione nella quale si muove sistema fa una grande differenza.

D: quindi ci sono molte incognite ancora?
Ken Buesseler: si' e ci due categorie di incognite: la prima riguarda questa efficenza - quanto sarebbe efficace rimuovere la co2 dall'atmsofera intrappolandola nella profondita' oceaniche; la seconda riguarda le conseguenza ambientali - l'impatto che abbiamo...facendo cio' si cambia l'oceano.

D: state facendo degli esperimenti per capire quali sono gli effetti collaterali e l'efficacia di questo metodo?
Ken Buesseler: e' interessante. Ci sono stati 12 grandi esperimenti internazionali negli ultimi 10 anni: siamo andati negli oceani, abbiamo aggiunto ferro ed abbiamo cercato di capire che effetto ha. Questi esperimenti erano davvero focalizzati su cosa accade a breve termine, diciamo nel giro di 2, 3 settimane.. e nella parte alta dell'oceano. Non abbiamo guardato all'impatto della fertilizzazione su tempi piu' lunghi e a larga scala, che e' quello che si farebbe commercialmente. Inoltre non abbiamo guardato molto al di sotto della superficie. Dobbiamo ancora cercare queste conseguenze ..piu' ampie, E tutto questo diventa piu'importante se si cerca di commercializzare questo metodo e di muoversi verso dei progetti di geoingegneria.

D: E ci sono persone interessate a questi progetti, alla comercializzazione?
Ken Buesseler: proprio ora sono nate delle aziende che stanno cercando di raccogliere le risorse per condurre piu' esperimenti e per ottenere il sostegno politico e sistemare le leggi ed i regolamenti in modo da poter vendere questi crediti sul mercato del carbonio.

D: oltre al punto di vista scientifico la fertilizzazione dell'oceano apre una serie questioni a livello etico e di politica e legge internazionale...
Ken Buesseler: si' e' proprio cosi' , bisogna decidere chi puo' usare l'oceano e come. Bisogna capire, nel caso di conseguenze negative, chi pagherebbe per ripulire l'oceano e contrastare gli impatti negativi.

D: quindi questa polvere di ferro a che distanza della costa verrebbe rilasciata?
Ken Buesseler: la maggior parte a molte migliaia di chilometri dalle regioni costiere. Le regioni costiere tendono ad avere di per se' un'alta concentrazione di ferro dovuta alla sedimentazione dei fiumi. Quindi tipicamente si procede lontano dalla terra e lontano da aree utilizzate normalmente, per esempio, per pescare.

D: quindi in territorio internazionale comunque?
Ken Buesseler: si', molti di essi sono in acque internazionali, non tutti ma molti.


Per chi fosse interessato ad approfondire c'e' la rivista on-line Oceanus, che e' edita dall'istituto oceanografico Woods Hole, in cui potete trovare tutti i dettagli.

 

 

 

 

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