Acustica marina: importante
per i fondali, ma anche per la salute dell'uomo e dei cetacei
a cura di Mariachiara Albicocco
Perhè è importante studiare la propagazione
del suono nell'acqua? L'acustica marina ha applicazioni
molteplici: dal monitoraggio e la mappatura dei fondali
oceanici alla diagnostica medica, passando per gli impieghi
bellici.
Ne parliamo con Giovanni Bosco Cannelli, responsabile
del laboratorio di acustica subacquea del CNR di Roma.
La storia
Come spesso avviene, lo studio di un particolare dispositivo
bellico ha poi permesso di utilizzare lo stesso per scopi
pacifici: è il caso del SONAR (Sound Navigation
and Ranging) progettato inizialmente per rivelare i sottomarini
e oggi ampiamente utilizzato per la visualizzazione dei
fondali marini, dei banchi di pesce ed per altre applicazioni
nel campo dell'ambiente marino. Sebbene per lo studio delle
strutture geologiche su larga scala, siano impiegati i metodi
gravitazionali e magnetici e per le informazioni di ambito
locale si ricorra soprattutto ai carotaggi, tra questi due
estremi, il metodo di gran lunga più usato è
quello che fa uso delle onde acustiche, le quali vengono
fatte propagare attraverso le strutture d'interesse e poi
rilevate in riflessione o rifrazione mediante opportuni
sensori di tipo sonar. Infatti, rispetto alle onde elettromagnetiche,
che nel mezzo marino si attenuano fortemente con la profondità,
le onde sonore a bassa frequenza sono in grado di percorrere
anche centinaia di chilometri prima di attenuarsi e portare
il segnale utile d'informazione.
Il laboratorio di Acustica Subacquea
Sebbene gran parte della ricerca in geoacustica marina si
svolga direttamente in mare e impieghi dispositivi che vanno
dai tradizionali sonar ad alta risoluzione, che lavorano
a qualche centinaio di kHz ed oltre, ai trasduttori a più
bassa frequenza fino a poche decine di Hz, è anche
indispensabile poter usufruire di laboratori opportunamente
attrezzati con vasca di taratura dove si misurano con grande
precisione i parametri dei vari dispositivi sonar, nonché
si effettuano test per lo studio delle caratteristiche di
propagazione delle onde acustiche attraverso materiali aventi
caratteristiche diverse. In particolare, è possibile
mettere a punto metodi adatti per studiare la diffusione
delle onde in mezzi stratificati che simulino le condizioni
degli strati sedimentari presenti sul fondo marino. Oltre
che nel settore geologico, le tecniche acustiche sono
utilizzate vantaggiosamente per le ricerche di archeologia
subacquea e per le comunicazioni subacquee prendendo ispirazione
da alcuni mammiferi marini, come la balena che
riesce ad inviare i propri segnali acustici a bassa frequenza
anche a distanze dell'ordine di parecchie centinaia di metri,
o il delfino (Tursiops truncatus) che è
fornito di un sofisticato "biosonar" in grado
di rivelare con grande risoluzione prede e ostacoli, potendo
focalizzare i propri segnali acustici a diverse distanze.
Una ricerca poco sviluppata in Italia, ma che invece presenta
notevoli potenzialità di sviluppo per i suoi risvolti
industriali ed economici, riguarda le tecniche acustiche
di ausilio alla pesca e alla maricoltura.E' notevole il
moderno Laboratorio di Acustica Subacquea realizzato
dal CNR nell'Area della Ricerca di Roma-Tor Vergata,
presso l'Istituto
di Acustica "O.M.Corbino". Questo laboratorio
presenta caratteristiche di innovatività tali da
renderlo unico in Europa. Il laboratorio è dotato
di una vasca di taratura di 6x4 mq (foto 1)
e con una profondità di 5 m ed è attrezzato
con le più moderne strumentazioni (foto
2), che permettono di svolgere un'ampia gamma di ricerche,
per esempio, nel campo più propriamente metrologico,
la taratura e certificazione di dispositivi sonar per ricavarne
le curve di risposta e i diagrammi di direttività,
nonché l'analisi delle forme d'onda e le misure di
potenza di vari trasduttori.
Foto 1: Vasca di taratura del laboratorio
Foto 2: Stanza di controllo del laboratorio
Il laboratorio è anche equipaggiato con un interferometro
laser e una sofisticata apparecchiatura per la cinematografia
veloce che consente di riprendere i fenomeni fisici
subacquei fino ad una velocità di 10.000 fotogrammi
al secondo; ciò permette, ad esempio, di visualizzare
e caratterizzare i fenomeni di cavitazione nei trasduttori
ad alta potenza. Un particolare ecografo marino, realizzato
e brevettato presso l'Istituto di Acustica sfrutta,
appunto, il fenomeno di cavitazione che avviene in un
trasduttore sparker paraboloidale. Il meccanismo
di generazione del segnale acustico, indotto dall'implosione
di una bolla di vapore provocata dallo sparker nel fuoco
del paraboloide, sarebbe analogo a quello generato dal
delfino all'interno del cosiddetto melone, ovvero una
massa di tessuto frontale abbastanza consistente, ricco
di sostanze oleose, che svolge la funzione di lente
acustica in grado di focalizzare il fascio acustico,
nonché di adattatore d'impedenza acustica per
ottenere la massima efficienza possibile. Tra tutti
gli strumenti finora costruiti per le ricerche marine,
i sistemi sonar costituiscono tipici esempi di dispositivi
il cui ulteriore avanzamento potrebbe avere una decisiva
svolta solo quando gli scienziati svelassero perfettamente
i segreti del "biosonar" del delfino.