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Scoperte sul Lago d'Iseo orme di antichi rettili antenati dei dinosauri


 
   
 

a cura di Mariachiara Albicocco

C'era una volta, tanto tempo fa...
Così inizia la favola di Cenerentola, così inizia anche la nostra storia (nel Triassico, per la precisione!). E prosegue allo stesso modo: la fanciulla perde una scarpetta, il Principe Azzurro la ritrova e cerca disperatamente e con passione la persona che possa calzare perfettamente la scarpetta di cristallo. Anche noi abbiamo il nostro Principe: l'icnologo (il paleontologo che studia le orme e le impronte); abbiamo la scarpetta: le orme; e abbiamo anche Cenerentola: un arcosauro!

La scoperta è stata fatta in un comune in provincia di Brescia, a Zone, su una parete di roccia formatasi nel Triassico superiore (220 milioni di anni fa). Sono state trovate 70 orme fossili di grandi rettili arcosauri, antenati di coccodrilli e dinosauri.

- QUI trovate tutte le informazioni
dettagliate sul ritrovamento -

Ascolta l'intervista al Principe Azzurro, cioè il paleontologo Marco Avanzini del Museo Tridentino di Scienze naturali


Scarica il file audio in mp3

L'importanza della scoperta si può sintetizzare in cinque punti:
1. sono le prime orme di rettili risalenti all'inizio dell'era dei dinosauri trovate in Lombardia
2. sono le orme di questo tipo e di questo periodo più grandi e meglio conservate in Italia
3. alcune orme hanno una forma unica che suggerisce possano essere nuove per la scienza
4. aggiungono importanti dati per la ricostruzione degli antichi ambienti dell'Italia settentrionale
5. ci permettono di mettere in relazione rocce e fossili in varie parti del mondo, aiutandoci
a comprendere meglio i primi passi dell'evoluzione dei rettili che poi diventarono dinosauri

Le foto del ritrovamento
Clicca sulle immagini per ingrandirle

Federico Vezzoli, uno degli scopritori del sito,
mostra una delle sequenze di orme più grandi.
Foto Cristiano Dal Sasso, © Museo di Storia Naturale di Milano.

Particolare di una coppia di orme del tipo Brachychirotherium. La mano è più piccola del piede e “ruotata” verso l’esterno.
Foto Fabio Petti, © Museo Tridentino di Scienze Naturali.

 

 

L’ultima scoperta è avvenuta nello strato inferiore, geologicamente più antico: qui le orme sono più grandi e appartengono a rettili lunghi almeno 5 metri. Le frecce evidenziano la “pista” lasciata dal passaggio dell’animale.
Foto Marco Avanzini, © Museo Tridentino di Scienze Naturali.

 

Mappa delle orme conservate nello strato superiore (geologicamente più recente). Ogni lettera identifica una pista diversa;
ogni numero identifica un passo dell’animale.
© Museo Tridentino di Scienze Naturali.

 

Riproduzione virtuale tridimensionale dell’intera superficie
calpestata dai rettili triassici di Zone.
© Fondazione Bruno Kessler, Trento.

 

Un temibile predatore rauisuchide (a sinistra) minaccia un etosauride, erbivoro che si difendeva egregiamente
grazie ad una corazza munita di spine.
Disegno Lukas Panzarin, © Museo di Storia Naturale di Milano.

 

Modello in grandezza naturale di un crurotarso rauisuchide, un rettile triassico ritenuto uno dei possibili autori delle orme scoperte a Zone (Brescia). Opera di Davide Bonadonna. Foto Cristiano Dal Sasso, © Museo di Storia Naturale di Milano.

 

Ricostruzione paleoambientale dell’area oggi occupata dal Lago d’Iseo. Dalle pendici dei vulcani scendevano verso il mare fiumi carichi di sabbie e ceneri vulcaniche che, accumulandosi in un grande delta (a nord), formavano le “Arenarie di Val Sabbia” (da: Garzanti E. 1985, modificato).


Vai all'approfondimento: TUTTO SULLA SCOPERTA!

02.05.09

 

 

 

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CARTA DI IDENTITÀ

Nome scientifico delle orme: Brachychirotherium
Significato "mano bestiale dalle dita corte"
Superordine: Arcosauri
Ordine: Crurotarsi
Sottordine: Rauisuchi o Suchi
Famiglia: Rauisuchidi o Etosauridi
Età geologica: Triassico superiore (Carnico), 220 milioni di anni fa
Dimensioni degli autori delle orme: da 2 a 6 metri di lunghezza; da 0,8 a 2 metri di altezza
Peso: da 100 a 600 kg
Habitat: ambienti aridi e litorali marini
Distribuzione geografica: Europa centro-meridionale, Stati Uniti
Stile di vita: andatura quadrupede con coda sollevata e testa protesa in avanti, caccia d'agguato
Dieta: carnivora e forse anche piscivora
Segni particolari insolita rotazione della mano all'esterno, quinto dito del piede curvo e tozzo
Curiosità: la leggenda dei "pè de la Madona" probabilmente nasce dal ritrovamento di orme fossili simili a queste su un'altra roccia, ora distrutta, che affiorava poco più a valle.

 

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TUTTO SULLA SCOPERTA

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- IDENTIKIT DEL RETTILE
- LA ZONA DEL RITROVAMENTO
- LA GEOLOGIA
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Tracce di rettili preistorici in Vallarsa (TN)