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Il count down è terminato! E' ufficiale, siamo andati
"in rosso". Il nostro pianeta dal 6 Ottobre 2007
è in debito con se stesso.
Per questo Global
Footprint Network (GFN) ha reso noto che il 6 ottobre
è il giorno del Debito Ecologico, il
giorno in cui l'umanità arriva a consumare tutte
le risorse ambientali che il pianeta è in grado di
produrre nell'anno in corso.
Dati elaborati dal GFN e dal partner inglese NEF (New Economics
Foundation) mostrano che, a partire dalla metà degli
anni ottanta, l'impronta Ecologica dell'uomo ha cominciato
ad essere maggiore delle risorse disponibili sulla Terra,
causando l'incremento, anno dopo anno, del nostro Debito
Ecologico.
Nel 1996 l'umanità utilizzava già il 15% in
più delle risorse naturali disponibili annualmente
sulla Terra, ed il giorno in cui cominciava ad accumularsi
il Debito Ecologico cadeva in Novembre. Quest'anno, il nostro
Debito Ecologico è anticipato al 6 Ottobre ed il
sovrasfruttamento delle risorse è pari al 30% (QUI
i grafici aggiornati).
"L'umanità sta vivendo oltre i limiti della
sua carta di credito ecologica", ha dichiarato il dott.
Mathis Wackernagel, Direttore Esecutivo del GFN. "Così
come spendere più soldi di quanto hai depositato
in banca porta ad accumulare un debito finanziario, allo
stesso modo utilizzare più risorse di quelle che
il pianeta riesce a ricreare ogni anno porta ad accumulare
un Debito Ecologico. Questo comportamento può andare
avanti per un breve periodo, ma alla lunga porta all'esaurimento
delle risorse fondamentali su cui si basa la stessa economia
umana ed all'accumulo dei rifiuti. Complessivamente, l'uomo
consuma oggi l'equivalente delle risorse generate da 1,3
pianeti.
Una delle più significative conseguenze del sovrasfruttamento
globale delle risorse è il riscaldamento della terra,
ma anche la riduzione dello stock di pesce nei mari, la
deforestazione e la desertificazione dei suoli che stanno
interessando tutto il mondo, sono indicativi del nostro
crescente Debito Ecologico.
. "Anche in Italia sono visibili i risultati di questo
sovrasfruttamento. Per gli italiani il giorno del Debito
Ecologico sarebbe intorno al 10 Aprile. Abbiamo infatti
bisogno di circa 4 Italie per soddisfare i consumi della
popolazione. Il nostro debito viene scaricato, oltre che
verso le future generazioni, anche verso altri territori
del mondo visto che abbiamo un'Impronta quasi doppia rispetto
alla media mondiale" spiega il prof. Simone Bastianoni,
dell'Università degli Studi di Siena e membro del
Comitato degli Standard del Global Footprint Network.
"Nel nostro Paese il territorio urbanizzato è
cresciuto del 6% in dieci anni, si valuta che la costa in
erosione libera sia circa 1.700 km e che più della
metà dei 1.000 km di costa con protezione artificiale
siano comunque soggetti a fenomeni di erosione.
QUI trovate l'intervista
realizzata da Mariachiara Albicocco al prof. Simone Bastianoni,
docente di chimica dell'ambiente presso l'università
di Siena.
COS'E' L'IMPRONTA ECOLOGICA?
L'Impronta Ecologica è un indicatore sintetico
di sostenibilità ambientale proposto da
W. Rees e M. Wackernagel dell'Università della British
Columbia (Canada) agli inizi degli anni novanta. Esso stima
l'impatto che una data popolazione, attraverso i propri
consumi, esercita su una certa area, quantificando la superficie
totale di ecosistemi ecologicamente produttivi - terrestri
ed acquatici - che è necessaria per fornire, in modo
sostenibile, tutte le risorse utilizzate e per assorbire,
sempre in modo sostenibile, tutte le emissioni prodotte.
La sua unità di misura è l'ettaro di territorio
biologicamente produttivo o global hectar (gha).
Per la sua capacità di integrare in un unico indicatore
molte informazioni sulla sostenibilità di un territorio
e per la sua capacità di comunicazione, l'Impronta
Ecologica è stata recentemente inserita nel set degli
Indicatori Comuni Europei come 11° indicatore, una sorta
di "indicatore ad ombrello", ovvero che riesce
a sintetizzare l'informazione degli altri dieci indicatori
adottati.
Una parte integrante dell'applicazione di questa metodologia
e delle analisi di sostenibilità di un sistema territoriale,
è rappresentata dal calcolo della biocapacità.
"La biocapacità misura l'offerta di bioproduttività,
ovvero la produzione biologica di una data area. Essa è
data dalla produzione aggregata dei diversi ecosistemi appartenenti
all'area designata, che vanno dalle terre arabili ai pascoli
alle foreste ed alle aree marine produttive e comprende,
in parte, aree edificate o in degrado. La biocapacità
non dipende dalle sole condizioni naturali, ma anche dalle
pratiche agricole e forestali dominanti".
L'indicatore Impronta Ecologica acquista un particolare
significato qualora lo si adoperi come strumento di confronto
nelle analisi comparative, in special modo se confrontato
con la disponibilità di risorse e servizi forniti
dalla Natura, ovvero, con la Biocapacità. Ogni famiglia,
impresa o governo, economicamente responsabile, compie ogni
anno un bilancio delle spese e delle entrate; allo stesso
modo, per proteggere il Capitale Naturale, un'Amministrazione
ecologicamente responsabile, è chiamata ogni anno
a stilare un bilancio ecologico tra la domanda, da parte
dell'uomo, di risorse e servizi naturali e, la loro offerta
da parte della Natura.
È possibile quindi definire un vero e proprio bilancio
ambientale sottraendo all'offerta locale di superficie ecologica
(la biocapacità) la domanda di tale superficie da
parte della popolazione locale (l'Impronta Ecologica). Ad
un valore negativo (positivo) del bilancio corrisponde una
situazione di deficit (surplus) ecologico: questo sta ad
indicare una situazione di potenziale insostenibilità
(o di sostenibilità) ambientale in cui i consumi
di risorse naturali sono superiori (o inferiori) ai livelli
di rigenerazione che si hanno partendo dagli ecosistemi
locali.
Questa metodologia è quindi capace di valutare la
differenza che intercorre tra i tempi storici del consumo
umano di risorse e della produzione di rifiuti ed i tempi
biologici della Natura, ovvero, della capacità della
biosfera di produrre risorse e di assorbire scarti e rifiuti.
Qui alcuni grafici significativi
Calcola la tua impronta ecologica
Qui
trovate il dossier del WWF "L'impronta ecologica.
Uno strumento di verifica dei percorsi verso la sostenibilità.
A cura di G. Bologna e A. Paolella
LETTURE UTILI
- Federico M. Pulselli, Simone Bastianoni, Nadia Marchettini,
Enzo Tiezzi, La soglia della sostenibilità;
Donzelli Editore, Roma, 2007.
- Chambers N., Simmons C., Wackernagel M., Sharing Nature's
Interest: Ecological footprint as an indicator of sustainability;
Earthscan Publication Ltd, 2000.
Traduzione italiana: Manuale delle impronte ecologiche:
principi, applicazioni, esempi; Edizioni Ambiente, 2002.
- Rees W.E., 1992; Ecological footprints and appropriated
carrying capacity: what urban economics leaves out;
Environment and Urbanization 4(2), 121-130.
- Wackernagel M., Rees W.E., 1996; Our ecological footprint:
reducing human impact on the earth; New Society Publishers,
Gabriola Island, British Columbia, Canada.
Traduzione italiana: L'impronta ecologica; Edizioni
Ambiente, 2000.
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