a cura di Federico Pedrocchi, Chiara
Albicocco, Alberto Agliotti e Ilaria Canobbio
Domanda di Luca
Sono ormai quasi 5 anni che provo a risolvere questa
domanda senza successo, chiedendo a esperti della fisiologia
umana o facendo appello alle poche conoscenze della
fisica che possiedo, cercando su Google o consultando enciclopedie.
Ma ora che vi ho trovato mi sembrate un'ancora di salvezza.
Formulata dalla mia prof di filosofia la domanda era: "Come mai quando sulla tua mano soffi l'aria è
fredda e quando invece aliti è calda?"
Risposta di Emiliano Ricci, fisico e divulgatore
scientifico.
L'aria che esce dalla nostra bocca, sia alitando che soffiando, è calda, perché ha attraversato i polmoni nel ciclo della respirazione. Magari non fa in tempo a raggiungere i 36° del nostro corpo, ma comunque è più calda dell'ambiente circostante.
Alitando, il flusso è lento e l'aria che emettiamo va a sostituire quella più fredda attorno alle nostre mani, che così si scaldano.
Quando soffiamo, invece, il getto sposta l'aria a diretto contatto della pelle - aria che comunque le mani scaldano un po' - favorendo l'afflusso di aria più fredda dall'ambiente circostante.
Soffiando, inoltre, agevoliamo l'evaporazione dell'acqua dalla nostra pelle: l'evaporazione assorbe energia, facendoci sentire freddo. Quando alitiamo, invece, il vapore acqueo che espelliamo insieme all'aria impedisce l'evaporazione dalla pelle, e la sensazione di calore aumenta.
È il motivo per cui in meteorologia si distingue tra temperatura effettiva e temperatura percepita, che dipende dall'umidità dell'aria. Ed è lo stesso principio grazie al quale soffiando sulla tazza del tè lo raffreddiamo. In questo caso, però, non si parla di temperatura percepita. A meno di non chiedere al tè.